sabato 16 aprile 2011

POVERI CRISTI



Nella chiesa di Sant’Antonino, vicino la Stazione Centrale di Palermo, all’ora della messa vespertina, gli ultimi posti sono occupati da extracomunitari: indiani, filippini, eritrei, marocchini, tunisini ….
 Ma Cristo non diceva: “Gli ultimi saranno i primi… Rovescerò i potenti dai troni, rimanderò i ricchi a mani vuote”?
Dov’è la novità della Buona Novella? In chiesa si rischia di ripetere, in modo forse inconsapevole, gli stessi schemi sociali che si consumano fuori.
Concentrati nelle loro preghiere, lo sguardo raccolto e pensoso. Spesso un po’ triste. Sarà che non conoscono bene la lingua, ma occupano sempre gli ultimi banchi.
Fa pena vederli confinati tutti in fondo. In chiesa, come nella società.
Ripensando alla bagarre del crocefisso nelle aule, credo che il problema vero sia quale collocazione dare, nella società, ai crocefissi della storia, ai poveri cristi di questa terra.
 O dobbiamo rimandare a una eventuale, ipotetica, realtà metastorica un po’ di giustizia?
Maria D’Asaro (pubblicato su “Centonove” il 15-4-2011)

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