venerdì 23 giugno 2017

Scuola: un club di nonne

           Per l’aumento dell’età pensionabile, l’età media dei dipendenti pubblici italiani è passata dai 43,5 anni del 2001 ai 49,2 del 2014. L’età media più alta, quasi 51 anni, si registra nella scuola, che ha i docenti più vecchi d’Europa: secondo dati OCSE, nella primaria il 57% delle maestre ha già 50 anni e il 13% più di 60.  Il dott. Vittorio Lodolo D’Oria, autore di studi sul burnout dei docenti, afferma che tenere in servizio insegnanti sempre più vecchi farà aumentare il loro stress a scapito della qualità dell’offerta formativa: "La grande differenza tra la professione del docente e gli altri lavori è nella tipologia del rapporto con l’utenza (…). E’ la natura stessa del rapporto tra adulto e minore che crea conflitti; e gestirli in età avanzata diventa sempre più problematico”. Caro Governo, per favore, consenti alle tante docenti nonne di rendersi diversamente utili curando a casa i nipotini! 

                                                                         Maria D’Asaro, “100NOVE” n.25 del 22.6.2017 

mercoledì 21 giugno 2017

Fuoco ... su Camicette bianche

Grenfell Tower, Londra: un incendio in un grattacielo di 24 piani, divampato nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2017, uccide 121 persone (43 vittime accertate, 78 dispersi: (fonte:wikipedia).

Tra sabato 17 e domenica 18 giugno un enorme incendio, causato forse accidentalmente da un fulmine, devasta il Portogallo, a 200 km. da Lisbona: tra 60 e 70  le vittime del rogo.

A proposito di incendi, ecco un primo assaggio del saggio di Ester Rizzo, Camicette bianche (Navarra Editore, Marsala, Riediz. 2016, €10)

"Le origini della “Giornata Internazionale della donna” sono controverse e per tanti anni si è attribuita la ricorrenza a un incendio scoppiato nel 1908 nella fabbrica “Cotton” di New York (…). Oggi è stato provato che non è mai esistita né la fabbrica “Cotton” né di conseguenza quell’incendio. L’8 marzo è in realtà una data convenzionale che ricorda vari eventi tutti collegati alle lotte per l’emancipazione delle donne (…).
Tra questi eventi, vera e documentata è la storia delle 129 operaie morte nel rogo della Triangle Shirtwaist Company di New York, il 25 marzo 1911. 
Da questo evento tragico inizia la mia ricerca, per dare soprattutto voce e anima a quelle vittime. Le loro piccole storie s’intrecciano alle storie più grandi dell’emigrazione e delle lotte per le conquiste dei diritti dei lavoratori. (…)
Camicette bianche è soprattutto la storia di queste donne migranti di un secolo fa, e ricostruire  le loro identità, le loro origini, i loro nuclei familiari, è stato il mio obiettivo primario. (pag.9)
(…)
Non erano balle preziose di stoffa quelle che i passanti videro volare dall’Asch Building.
Erano i corpi delle operaie della Triangle Shirtwaist Company.
Cadevano giù a decine, alcune con i vestiti e i capelli in fiamme.
Dissero che somigliavano alle comete.
Ma non erano certamente nate sotto una buona  le centoventinove giovani donne che persero la vita in quello che ancora oggi è il peggiore incendio scoppiato in una fabbrica nella storia dell’America capitalista."  (pag.13)

domenica 18 giugno 2017

Gusta




Gusta
Ogni goccia
Con nuova gratitudine:
Vivere ti sarà lieve.
Sorridi.                              

venerdì 16 giugno 2017

Come sta, sig.Gange?

        Con sentenza della Corte suprema dello stato dell’Uttarakhand, il Gange e l’affluente Yamuna, fra i fiumi più inquinati del pianeta, avranno lo status «di personalità giuridica»: se qualcuno li danneggia, sarà punito come se avesse ferito o ucciso un essere umano. Spostiamoci dai fiumi sacri dell’India all’Italia: il rapporto Censis 2016 ci dice che nel 2015, nel territorio nazionale, si sono verificati ben 5.442 incendi, che hanno colpito 41.511 ettari; molti di questi in Sicilia, con danni ingenti per la vegetazione dell’isola. E se conferissimo anche ai nostri alberi la personalità giuridica, raddoppiando la pena per chi li danneggia? La giurista Valérie Cabanes si batte da anni  per il riconoscimento di diritti agli elementi della natura perché la si possa “difendere” meglio quando si tratta di predazione o di catastrofe ambientale. “Solo così - afferma la giurista – possiamo preservare i diritti delle generazioni future sulla natura e (…) sulla vita”.

                                                                          Maria D’Asaro, “100NOVE” n.24 del 15.6.2017 


mercoledì 14 giugno 2017

Io a Rosy voglio bene ...

Non ho mai fatto mistero della simpatia che nutro per Rosy Bindi.
Riporto di seguito un post di Nando Dalla Chiesa che parla di lei, del sig. Salvatore Riina e del prof. Paolo Giaccone, la cui memoria non dovremo mai stancarci di onorare.

"Rosy Bindi ha fatto l’unica cosa che una autorità dovesse fare di fronte alle teorie in libertà sulle condizioni di Totò Riina. Senza annunciarsi con fragor di trombe e telegiornali è andata a vedere sul posto a Parma, portandosi i due vicepresidenti della Commissione parlamentare antimafia. 
Così ha scoperto che Riina non è affatto sepolto in carcere ma viene curato fuori in strutture ospedaliere specializzate. Che è su sedia a rotelle ma autonomo nelle altre funzioni, lucido e in grado di intendere e volere. E ha ribadito che non esiste legge che preveda per alcun ergastolano il diritto di trascorrere l’ultima parte della vita fuori dal carcere. Tanto meno se è ancora il capo di Cosa Nostra. Davvero il diritto vola dove vuole lui, e si fa grande dipingendo realtà inesistenti… 
E a proposito di perizie, e di rapporti tra mafia, giustizia e medicina, vi racconto qui sotto una storia istruttiva, quella del medico palermitano Paolo Giaccone. 
Leggetela….
Dott. Prof. Paolo Giaccone


Attenzione, questa è una favola vera. C’era una volta un signore che in gioventù aveva pensato di dedicare la propria vita a un nobile ideale. Si era interrogato se fare il missionario in continenti lontani o il maestro in paesi di montagna o il difensore della legge in mezzo ai prepotenti. Aveva scelto invece di fare il medico ... (da qui).

lunedì 12 giugno 2017

Titani





Vite
A metà
Il nostro destino
Ma non la meta.

Titani.

domenica 11 giugno 2017

Una compostiera ci salverà

     Il dott. Luigi Pasotti, agronomo, dirigente presso la Regione Siciliana all’Assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari, tempo fa, in un suo intervento presso la Comunità dell’Arca di Belpasso, ha affermato una verità semplice e immediata: la prima azione da fare per diminuire la quantità dei rifiuti è separare gli scarti vegetali, il cosiddetto ”umido”, dal resto. Infatti, gli scarti di frutta e verdura – che costituiscono circa il 30% di tutti i rifiuti – aumentano in discarica la produzione di “percolato” (acqua di rifiuto inquinata), mentre la componente umida non ne consiglia il conferimento in un inceneritore. Il rifiuto organico va riportato nei campi. Chiediamo dunque al prossimo Sindaco di Palermo di promuovere subito la raccolta differenziata dell’umido in tutta la città, raccolta che adesso purtroppo è avviata solo in alcuni quartieri. Una compostiera in ogni condominio: ci salverà dall’emergenza rifiuti e restituirà alla Terra quello che lei ci ha generosamente donato.
                                                                           Maria D’Asaro, “100NOVE” n.23 dell’8.6.2017

giovedì 8 giugno 2017

Sicilia: terra d'a-mare ... con filosofia

Castellammare del Golfo, 1-4 giugno 2017: 4° festival di "filosofia d'-amare".






Augusto Cavadi  lo ha magistralmente riassunto qui, nel suo blog.













Ecco una sintesi della felice narrazione cavadiana, corredata da mie foto e da un video:

"La Quarta edizione della Filosofia d’a-Mare a Castellammare del Golfo dal 1 al 4 giugno (...) è andata bene, anzi benissimo. Addirittura meglio dell’anno scorso e la soddisfazione espressa da tantissimi partecipanti mi ha reso felice. (...)


Il “buongiorno” si è visto già al “mattino”, anzi – per essere precisi – al tramonto: la passeggiata filosofica inaugurale delle 18,30 del primo giorno ha ancora una volta attestato il miracolo della fioritura di tanti bei pensieri socializzati da uomini e donne che non sono del mestiere e che spesso non sono neppure inclini a intervenire in pubblico. Avevo, in pochi minuti, suggerito di meditare sul mare (che si stendeva, calmo e luminoso, ai nostri piedi nella piazzetta antistante l’hotel): e ben presto nelle due soste successive i semini gettati hanno suscitato un’abbondante raccolta di considerazione sul tema.


Il giorno dopo si sono svolti tre laboratori di con-filosofia.

Giorgio Gagliano ha condotto un seminario assai suggestivo sulla teoria platonica del Bello assoluto (…): una teoria che, a suo parere, consente di leggere in profondità il film di Sorrentino su “La grande bellezza”. Luigi Lombardi Vallauri ha esposto, col rigore intellettuale e la verve umoristica ben noti, le sue tesi “animalistiche”, illustrando con efficacia le ragioni etiche per un rispetto dei nostri fratellini senzienti minori che possa arrivare alla scelta del vegetarianesimo o, addirittura, del veganesimo. Un interesse straordinario ha poi suscitato la riflessione di Orlando Franceschelli sulla spiritualità, sobria ma ben solida, di un ateo o piuttosto (come ha preferito autodefinirsi in positivo) di un “naturalista” che ritiene di avere una interpretazione “plausibile” (se non “vera” del mondo) e di essere disposto a dialogare con chiunque sia portatore di visioni-del-mondo altrettanto “plausibili” (cioè non in contrasto con le certezze scientifiche e costruite con una coerenza logica minimale).

Giorgio Gagliano già la sera stessa di venerdì 2 ha tenuto una conversazione su J. S. Bach al Teatro comunale di Castellammare, conversazione preceduta e seguita da sue esecuzioni musicali davvero toccanti sia con il pianoforte che con il violino.


video



Un’altra assemblea plenaria (…) nella splendida cornice del castello normanno che dà il nome alla città che ci ha ospitato), è stata convocata per sperimentare un’altra ‘pratica’ filosofica: la “disputa a due”, il confronto dialettico.  Tema del “contendere”: cosa rende simili, e cosa irriducibilmente dissimili, il mestiere dello psicoterapeuta dal mestiere del consulente filosofico. Marta Mancini (attuale presidente nazionale di “Phronesis”) è stata molto brava nel marcare il territorio della consulenza filosofica diradando ogni equivoco su presunti intenti terapeutici: il filosofo non fa diagnosi e tanto meno prescrive cure, ma si offre come specchio per chi voglia dialogare con qualcuno che lo aiuti a riflettere da altri punti di vista sui grovigli esistenziali che sta (eventualmente) attraversando. Ma Pippo La Face non è stato meno bravo nel de-costruire l’immagine diffusa (e non sempre  a torto) dello psicologo come “a metà fra lo sciamano e l’ortopedico”, rivendicando per la sua professione uno sguardo olistico che non trascuri il contesto socio-culturale nel quale in paziente si trova a vivere e a soffrire.



Luigi Lombardi ha allargato lo sguardo meditativo dal regno animale al paesaggio marino nel corso della meditazione prevista il mattino dopo;


Una meditazione in contemporanea con la meditazione di Orlando Franceschelli (a partire da “La ginestra” di Giacomo Leopardi) nella quale egli ha potuto per così dire esemplificare in una testimonianza storico-esistenziale ciò che può essere la spiritualità di un “laico “.


Davide Miccione ha tenuto, in plenaria, una davvero brillante conversazione su che cosa sta succedendo (…) in molti filoni della filosofia contemporanea. A partire dal suo denso “Ascetica da tavolo. Pensare dopo la svolta pratica” (Ipoc, Milano), egli ha mostrato le ragioni per cui va maturando un’insofferenza crescente non verso il modo accademico di fare filosofia (che è pur un modo necessario e legittimo), ma verso la pretesa accademica di avere il monopolio esclusivo del modo di fare filosofia. Molto in sintesi, Miccione ha evidenziato il passaggio dalla filosofia (come sostantivo che segna orti privati gelosamente circoscritti) al filosofare (come verbo, come processo, che indica un movimento rispetto a cui tutti e tutte, indipendentemente dalla nostra collocazione sociale e professionale, siamo titolari di diritti e di doveri).

Domenica 4 la maggior parte degli iscritti si è concessa una gita molto bella (…) alla Riserva naturale dello Zingaro.







Con ammirevole coraggio, dopo sette ore di sole e di mare, i nostri eroi hanno avuto la forza di partecipare alla tavola rotonda che ha concluso – potremmo dire a meraviglia – questo festival. Come ha ben spiegato nell’introduzione Francesco Seminara, leader del “Gruppo noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne”, ci si proponeva di analizzare la violenza sulle donne da angolazioni disciplinari differenti per averne un quadro descrittivo e interpretativo quanto meno incompleto possibile. Ha iniziato Stefano Ciccone, fondatore del movimento nazionale “Maschile plurale”, che – riprendendo in parte i temi da lui esposti magistralmente nella conferenza tenuta nel Castello al secondo giorno del Festival  sulla possibilità di essere maschi senza essere maschilisti – ha mostrato con grande efficacia la necessità di risalire dagli episodi di cronaca quotidiana ai “modelli culturali” (condivisi da tutti e da tutte, non solo dagli uomini maltrattanti) secondo i quali il maschio è tale in quanto protegge, e per ciò stesso controlla e domina, la donna. 


Con la lectio magistralis di venerdì che nella tavola rotonda di domenica Stefano ha avuto la possibilità di offrire non solo una splendida testimonianza di vita ma anche una sintesi fluida e fruibile del suo importante (anche se per molti lettori troppo impegnativo) volume “Essere maschi tra potere e libertà”.                                                                                          Augusto Cavadi

(A seguire,  ottimi spunti di riflessione di Chiara Zanella, Aurora Mineo, Augusto Cavadi, Giuseppe Burgio. Ricordo che la sintesi del convegno è tratta dal blog del prof. Cavadi dove può essere letta per intero).



lunedì 5 giugno 2017

Panormus







Fragranza
di zagara:
espandi, addolcisci, rallegri
il respiro dell’anima.
Panormus.                                          

venerdì 2 giugno 2017

Cultura batte calcio 2 a 0


Chiesa di San Cataldo - Palermo

La squadra di calcio del Palermo, la cui proprietà è passata dal padron Maurizio Zamparini al gruppo Integritas Capital di Paul Baccaglini, è retrocessa in serie B già il 7 maggio scorso, dopo una stagione deludente per errori tattici e di mercato. Che dire? I tifosi se ne faranno una ragione. Ma, per fortuna, alla retrocessione calcistica si accompagna l’ascesa del capoluogo su un podio diverso e prestigioso: la città infatti è stata designata per il 2018 capitale italiana della cultura. Titolo che segue la proclamazione nel 2015, da parte dell’Unesco, del complesso monumentale arabo-normanno di Palermo, con le cattedrali di Cefalù e Monreale, a patrimonio dell’umanità. Si spera allora che nuovo Consiglio comunale, Sindaco e Giunta in testa, insieme a imprenditori e operatori culturali, siano capaci di cogliere le opportunità delle meritate investiture. Dipenderà comunque da tutti i palermitani trasformare quest’evento nell’inizio del rinascimento civile e politico della città.
Maria D’Asaro, “100NOVE” n.22 dell’1.6.2017